Fratelli d’Italia. Si fecero le leggi ma non gli “Italiani”.

Benvenuti al Sud. Il film racconta in chiave ironica gli stereotipi italiani che dimostrano quanto la nostra gente “non” si conosce. Se solo ci avessero provato tempo fa a conoscersi, forse…..

I giornali esteri rimproveravano la politica Italiana: “Gli Italiani del 1860 conoscono ben poco della loro Italia”. Avevano ragione. I vincitori non conoscevano i vinti. “Del mezzogiorno si ricavava qualche informazione per lo più da qualche fonte o dai libri di testo” (Gioacchino Volpe) . I legislatori piemontesi poco sapevano di quei territori e della loro morfologia. Di quelle persone dallo strano linguaggio avevano capito ben poco, o meglio, poco avevano voluto capire della loro cultura, delle loro tradizioni e della loro “economia”. Dopo l’unità, come per la Lombardia e tutti gli altri stati annessi, anche nel mezzogiorno furono estese le leggi del disastrato regno sabaudo. Al sud durante l’invasione militare fu schierata la più grande forza armata mai messa in campo 140.000 uomini. Senza neanche una dichiarazione di guerra. Non si contarono nemmeno i morti. Dopo l’intervento legislativo e purtroppo ancora oggi, si contarono gli emigranti. I nuovi Italiani erano talmente contenti di Garibaldi, dei mille e del nuovo Re che scapparono a milioni, abbandonando casa, terra e famiglia.

“Grandissime perdite subirono i meridionali durante il passaggio dal leggero regime fiscale dei Borbone a quello del regno d’Italia” (Salvatore Cafiero presidente della SVIMEZ). L’imposta fondiara era la tassa che incideva di più sulle entrate dello stato, forse la più rigida se non fosse stato per l’esenzione concessa agli edifici rurali isolati. Il nord ne era pieno, al sud vivevano in grossi borghi lontano dalla campagna. Fu praticamente escluso da tale esenzione. Le imposte sulle rimesse dei capitali degli emigranti, soldi destinati alle famiglie di milioni di meridionali emigrati in terra straniera, si fermarono nelle casse in rosso del Piemonte.

Al sud si aprì la “svendita” dei beni dello stato. Obbiettivo principale: fare cassa. Insieme ai possedimenti del demanio “pubblico” non furono risparmiati quelli del decaduto Re. I patrioti meridionali gli stessi che aprirono le porte a Garibaldi si ritrovarono briganti alla macchia per tentare di resistere e cacciare il nuovo tiranno. Rinchiusi nel lager di Fenestrelle (prima dei nazisti i “Savoia”).

Eppure qualcosa di positivo deve esserci. Se penso a tutte le volte che mi sento dire “ne avete avuti di soldi voi. Tutti sprecati”, Dove? Chi? Come? Le prove? Come se il resto d’Italia non avesse ricevuto nulla o poco.

Alla prossima puntata con la cassa del mezzogiorno.

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