L’Italia non conosce la sua storia.


“La Resistenza voleva essere, e in parte è stata, la denegazione di certe false prospettive, di certi falsi valori posti dal Risorgimento.” Leonardo Sciascia nel 1965

I dolori della Resistenza sono figli delle falsità del Risorgimento.

Da 150 anni la propaganda politica è diventata la “Storia dell’Unità d’Italia”. Ieri scrittori a pagamento, oggi, televisioni e giornali al servizio di qualche bugiardo cialtrone, continuano a propinare favolette e verità confezionate facili da digerire. La liberazione di un popolo dalla tirannia, una nave, mille uomini, l’inno di Mameli e vissero felici e contenti. Siamo un popolo che non conosce la propria storia e un popolo senza memoria storica è facile preda di certa gentaglia di ogni specie e colore, verde, blu o rosso sfocato.

L’Italia è intenta a seguire la festa dei 150 anni di Unità e non si accorge che quei valori di democrazia, giustizia sociale e libertà propagandati nel Risorgimento, in seguito ripresi dal sacrificio della Resistenza, ancora non esistono. Ma poco importa se l’Italia sta morendo, l’importante e non parlar male di “Garibaldo”, guai ad accostare il ventennio al fallimento totale dell’Unità d’Italia e della sua politica, guai a pretendere che le istituzioni ammettano queste mancanze e ricomincino finalmente a costruire l’Italia.

Sono attualissime (purtroppo) le testimonianze che ci hanno lasciato molti politici del passato, meridionali e non, quali Antonio Gramsci, Don Luigi Sturzo, Salvemini, Nitti, Franchetti, Fortunato, Sonnino (Toscano e presidente del Consiglio). Resistere, per un nuovo Risorgimento Italiano . Bisogna riprendere in mano il paese e questa volta, senza armi e plebisciti alcuni ma con la conoscenza della propria storia, con un’informazione libera e con tanta volontà di creare idee e proposte per mandare a casa questi cadaveri viventi.

L’Unità d‘Italia non c’è mai stata e con questa politica, mai ci sarà. Basta con la Casta.

Vito Cerullo
Movimento 5 Stelle Reggio Emilia

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