Mamme meridionali.



Per un figlio emigrante le ferie sono l’unica occasione per rivedere e riabbracciare la sua famiglia.

Com’è dolce mia madre al mio arrivo. Quanto affetto per la mia partenza. Ogni volta la ritrovo più invecchiata e stanca. Ma la sua dolcezza di mamma rimarrà eterna.

Dal blog di Grillo riporto, in questo piccolo spazio, le parole di una mamma meridionale.

Caro Beppe,
negli ultimi giorni, complice la primavera, passo ore ed ore in balcone a pensare. Dal mio si vede il mare, e sono sempre stata affascinata dagli orizzonti, dal pensare a chi è dall’altra parte, sull’altra costa. Ho 56 anni, insegno in una scuola elementare pugliese. Ho due figli di 33 e 27 anni. Ma l’emigrazione me li ha portati via. Al Nord, per sopravvivere. Mi chiedo Perché non posso invecchiare vicino a loro? Ed è la stessa domanda di migliaia e migliaia di mamme meridionali. Il mio paesino si sta svuotando. I giovani stanno partendo tutti, uno dopo l’altro. Ci sono sempre più case vuote e genitori soli. Ogni due mesi vado a trovare i miei figli, insieme a mio marito. Un fine settimana che dura sempre troppo poco. Spero solo che la loro scelta almeno gli consenta di invecchiare insieme ai loro figli, i miei nipoti.
Nunzia S.

Nunzia è anche mia madre.

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