Libero il boss di Reggio. La mafia reggiana infiltrata e radicata nel tessuto sano dell’economia locale.

Traffico e spaccio di droga, prostituzione, gioco d’azzardo, estorsioni. Sono alcuni dei campi di eccellenza delle mafia nostrana. La ‘ndrangheta.
Miliardi di euro sporchi di sangue, da ripulire, riciclare e spendere nel sistema dell’economia legale.

Obiettivo principale: infiltrarsi e guidare gli affari.

I prestanome della mafia vengono segnalati ed assunti dalle imprese locali. Una volta “infiltrati” controllano gli affari di Mafia spa per nome e per conto dei Boss, i quali sarebbero impossibilitati a svolgere queste attività in prima persona.

Questi insospettabili “yes men” pilotano gli affari dall’interno delle imprese “oneste” imponendo l’acquisto di beni e materiali dalle aziende collegate, decidono a chi affidare i subappalti.

E chi si oppone?
Intimidazioni, incendi, furti e danneggiamenti nei cantieri di chi è “ostile al sistema” reggente.

Quali condizioni per proliferare?
La speculazione edilizia è il piatto preferito. Commercio e gioco d’azzardo come ottimo dessert. La politica della crescita infinita trainata dal cemento selvaggio è un ottimo “afrodisiaco” per favorire l’accoppiamento tra affari mafia e mercato.

Qual’è il deterrente?
Esistono molte strategie per sopprimere questo sistema. Nonostante migliaia di arresti gli affari di Mafia spa non calano. Non sospettate anche voi che in galera ci va solo il braccio armato? E le menti? Gli uomini cerniera, coloro i quali investono nella finanza? In borsa? All’estero? Chi studia per aggirare le leggi? Non vi assale il sospetto che sconfiggere la mafia significa perdere una parte importante del Pil Italiano? Come faremo senza “CRESCITA”? A volte mi chiedo perchè tanto silenzio?.

Nicolino Grande Aracri è il boss di Reggio Emilia. Condannato a 17 anni nel processo “Scacco Matto”, confermati dalla cassazione nel 2007. Nicolino è sospettato di essere il mandante di 7 omicidi commessi più di dieci anni fa. Oggi è un uomo libero.

Confidiamo nella giustizia.

Vito Cerullo

foto – il boss Nicolino Grande Aracri

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2 risposte a Libero il boss di Reggio. La mafia reggiana infiltrata e radicata nel tessuto sano dell’economia locale.

  1. Pingback: MoVimento 5 Stelle Reggio Emilia – Beppe Grillo » La Mafia “reggiana” ha il suo boss. Libero.

  2. In realtà forse sarebbe più semplice raccontare i pochi settori in cui non operano. Gli interessi delle mafie sono persino nell’agricoltura, infatti io parlo di “agromafie”. E poi negli ambiti classici, quali il ciclo del cemento, dei rifiuti, della finanza, del riciclaggio di denaro sporco e della droga. Sul territorio, oltre agli affiliati, possono contare sulla fedeltà di decine di centinaia di “infedeli”, ovvero di colletti bianchi che tradiscono lo Stato, le aziende, le istituzioni a cui dovrebbero essere fedeli e si schierano con le mafie. Talvolta costoro sono persino cancellieri delle procure, o stretti collaboratori dei magistrati, come nel caso del maresciallo Pippo Ciuro, braccio destro del pm antimafia Antonio Ingroia, anche lui passato con il nemico.

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