Terroni, riuscite a sentire le cannonate?.

In piena rivoluzione industriale, durante interi decenni di sviluppo della buona parte del mondo occidentale, per “offrire” un servizio pubblico ai cittadini del meridione d’Italia, i soldi, quelli dovuti, non bastavano mai, o meglio, ne arrivavano pochi, e a volte non arrivavano proprio. Nel sud Italia per costruire una scuola, un ospedale, un asilo, o una strada, occorrono delle legge speciali. La cronaca “Italiota” sostiene il contrario. Di soldi ne sono arrivanti a vagonate. Gli evasori? Al sud. Non si cresce? Il sud. Mafia? Sud.

Per due anni ho collaborato con il CNEL: Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, un’istituzione di origine costituzionale composta da associazioni, economisti, e rappresentanti delle imprese. In quegli anni, 2002-2003, ho avuto modo di capire come sono stati gestiti miliardi e miliardi di soldi pubblici, quelli dovuti e mai arrivati, senza contare i “fondi” destinati a ripianare il divario nord-sud creato da anni di mala-politica. Per me è stato tanto scioccante quanto liberatorio.

Non vi annoierò riportando interi paragrafi diffusi dal CNEL, o i rapporti della SVIMEZ (ente per lo sviluppo dell’industria nel mezzogiorno), ma inizierò con un fatto tangibile. La foto allegata a questo articolo rappresenta un semplicissimo marmo affisso al muro di una “Scuola Pubblica” costruita negli anni 60′ in un paese del Cilento: Montano Antilia (Italia), luogo meraviglioso che visito ogni anno. Ecco la scritta incisa in quel marmo: “Scuola finanziata dalla Cassa del Mezzogiorno”. Propongo un pellegrinaggio davanti la scuola di Montano Antilia per rendere omaggio al privilegio concesso dal “Regno d’Italia” ai meridionali.

La cassa del mezzogiorno dagli anni 50’ doveva ripianare il divario tra il nord e sud del paese, una disuguaglianza in forte aumento nei primi 100 anni di mala unità. Industrie, infrastrutture, lavoro e sviluppo. Invece, il 70% di questo denaro è stato utilizzato per la costruzione di opere pubbliche che in un paese civile esistono e basta, senza “specialità” alcuna. Scuole, asili, ospedali, strade, fogne, ponti, dighe, etc.etc.

Ebbene, oltre a raccontare la favola di Garibaldi e la liberazione dei popoli del sud dall’ignoranza e la schiavitù, per iniziare un vero cambiamento occore conoscere questi fatti per capire perché esiste una questione meridionale. Mentre continuiamo a parlare di queste “porcate Italiane”, dal sud emigrano ancora oggi migliaia e migliaia di giovani ed intere famiglie, cervelli e braccia tolte al futuro di questa terra. Da decenni, non oggi, le relazioni CNEL e SVIMEZ diffondono i dati sulla preoccupante disoccupazione, sulla carenza di investimenti, sull’infimo stato sociale nel quale versano i cittadini del mezzogiorno d’Italia. Da questo deduco che i politici meridionali in parlamento contano meno di “zero”. Gli “Onorevoli” vogliono conservare l’attuale status quo per ingrandire e conservare il loro potere. Sono professionisti della politica, hanno venti o trent’anni di politica e per mantenere il posto di lavoro, cercano clienti in qualsiasi modo e a qualsiasi costo (per noi).

Nel 2011 il divario nord sud continua a crescere. E se nel 1860 il sud riusciva addirittura a concorrere con il sistema “nord” (fonte CNR), oggi siamo all’apoteosi. La bugia della cassa del mezzogiorno si ripete con i Fondi FAS. Anche l’Europa nel 2003 di fronte ad una situazione inverosimile per uno stato membro, concede all’Italia decine di Miliardi di euro per lo sviluppo delle aree depresse (Sud). I Soldi non sono mai stati erogati dal nostro Governo per tali scopi, e sono stati destinati per altro e ad altri: cassa integrazione, debiti FS e Alitalia, abolizione dell’Ici, catastrofi naturali, quote latte, riduzione del debito pubblico. L’Europa multerà l’Italia? Si. Pagheremo anche per questo.

Al Cnel ho constatato la differenza fra “Stanziare” ed “Erogare”, dove stanziare al sud vuol dire “prima pagina sui giornali”, odiens per i TG Nazionali.

Eppure, quando i soldi sono stati anche “Erogati” questi terroni: “Acquedotto Pugliese 1902, aree industriali di Bagnoli, Brindisi, Termini Imerese, Porto Torres, i cantieri navali di Napoli, le industrie tessili etc.

Cosa possiamo fare? Cambiare tutta questa classe dirigente passando proprio dai cittadini, iniziando dal basso. I cittadini del sud sono ancora tenuti per le palle dai “Baroni locali” che difendono il loro feudo conquistato con favori clientelari, favoritismi e raccomandazioni, tutto per puro interesse personale. Sono gentaglia contro il progresso. E se al sud fossero arrivati i soldi dovuti?. Se trovassimo lavoro senza raccomandazione?. Servizi di buona qualità?. La nostra classe dirigente rimarrebbe disoccupata. Chi ha creato i problemi non può proporre la soluzione. Mandiamoli tutti a casa.

La politica locale, soprattutto i sindaci eletti tramite le liste civiche, lontani dai partiti fin oggi troppo ingrati con il nostro sud, devono abbattere ogni tipo di campanilismo ed iniziare a lavorare insieme, partendo proprio dalle istanze dei cittadini, coinvolgendoli nella vita pubblica della città, stilare un programma di progetti concreti, proposte di legge popolari, insomma, “Politica”. Il Movimento 5 Stelle costruirà il suo programma politico con l’aiuto di tutti i cittadini che vogliono attivarsi per un vero cambiamento. Sveglia Terroni, siamo in guerra, sentite le cannonate?


Vito Cerullo
Movimento 5 Stelle

p.s. FONTE: CNEL

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2 risposte a Terroni, riuscite a sentire le cannonate?.

  1. massimo ha detto:

    mi sembra che fino ad ora predichiate strabene ma non razzolate un c… di niente tirate fuori le palle : forse come altri sto’ cominciando a dubitare del voto che ho dato ……… ciao max 58

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