Combatti il malaffare e muori ammazzato. Angelo Vassallo, il sindaco pescatore.


E’ agghiacciante sapere che un sindaco dopo aver denunciato e combattuto il malaffare si sia trovato solo. E dopo la solitudine, nove colpi di pistola hanno spezzato una vita, i suoi sogni, le sue speranze e la voglia di lottare. Un uomo testardo e tenace che amava la sua terra al punto tale da difenderla a tutti i costi. Il Cilento!!!!! Che terra meravigliosa.
Camorra o non camorra è morto un uomo che aveva fatto della legalità il suo fine principale. La tutela per l’ambiente è stata la sua battaglia per lasciare un futuro migliore, non solo alla sua Pollica, ma per l’Italia intera.

Ma cosa volete, siamo al sud. I pregiudizi sono di casa, il sud viene citato o per le ferie o per la pizza o per qualcosa di negativo. A Roma ti ritrovi con dei mafiosi in parlamento, tv e giornali che gli danno fiato e soldi, e mentre Mangano rimane il loro eroe, Borsellino e Falcone hanno ancora sete di giustizia.

Al sud muori se svolgi bene il tuo lavoro. Roberto Saviano scrive. Siamo allo “scandalo della democrazia“. Scandalo?? Parola troppo soave accostata in un contesto rivoltante e abominevole come il nostro. W l’Italietta delle sfilate alle commemorazioni. Forza Mangano e Mr B.

Saviano ricorda alla smemorata Italia: “Federico Del Prete sindacalista, Marcello Torre sindaco di Pagani, Mimmo Beneventano consigliere comunale e medico, Pasquale Cappuccio consigliere comunale ed avvocato”, e centinaia di cittadini servitori dello stato, tutti morti ammazzati dalla malavita. Uomini dimenticati o a stento ricordati dal postino per una via da percorrere per consegnare la letterina, all’incrocio con via Craxi o via Cialdini o piazza Berlusconi quando sarà.

E pensare che cento anni fa i mafiosi erano al massimo pastori benestanti o proprietari terrieri ignoranti e bifolchi. Oggi, avvocati ed azionisti, imprenditori e politici.
Voglio darvi uno spunto sul quale riflettere. Fra i tanti che accolsero lo sbarco dei Mille in Sicilia c’era anche un signore chiamato Badalamenti. In un futuro non molto lontano dall’Unità dell’Italietta nostra, a questo nome si accosterà l’omicidio di Peppino Impastato e di Giovanni Falcone, oltre al nome del sempre vivo Giulio Andreotti.

Vito Cerullo

p.s Non possiamo permettere che Angelo Vassallo sia dimenticato.

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5 risposte a Combatti il malaffare e muori ammazzato. Angelo Vassallo, il sindaco pescatore.

  1. andrea ha detto:

    troppo poco conosciuto.la sua storia non è nota a nessuno. ci vuole piu organizzazione

  2. marquinho ha detto:

    Ho fatto qualche ricerca sull’episodio Badalamenti.
    A parte il fatto che sulla veridicità del fatto in se ci sarebbe molto da eccepire (Don Tano era di Cinisi e non di Palermo, la fonte è un tale Di Giovine che riporta una vanteria del boss stesso) dove sta scritto che fosse un capo mafioso anche il bisnonno?
    La mafia fu un fattore nello sbarco degli angloamericani non in quello dei mille.

  3. Antonio ha detto:

    Mi permetta sig. Marquito,
    purtroppo non posso darle ragione. Quella che oggi conosciamo col nome di Mafia germogliava ancora prima dell’Unità. Feudatari e ricchi borghesi in un sistema feudale erano affamati ma non sazi. Quando arrivo’ il nuovo stato e il nuovo sovrano, la quella struttura arcaica anzichè scomparire si rinforzò ancor di più. Anche la popolazione infatti, essendo disillusi dalle promesse del Garibaldi, terra terra e terra per tutti, si dovettero appoggiare a chi la terra ce l’aveva, “I mafiosi”, che intanto si erano arricchiti comprando altre terre del demanio, della chiesa e dei vecchi sovrani e con poche lire. Un vero affare che fece appagare le disperate casse Piemontesi e saziare in parte i mafiosi. In parte perchè in futuro (oggi) diventeranno, in cambio del solito sostegno, delle vere spa, come Cerullo descrive sopra.

  4. vitocerullo ha detto:

    la mafia ha completato il suo radicamento sul territorio dopo l’unità. In quel periodo, fallita l’azione dei briganti, la mafia si contrappose al nuovo Stato ed una volta trovato l’appoggio nel popolo più umile il quale non si riconosceva nel parlamento italiano, per quest’ultima fu facile conquistare anche le istituzioni.

    saluti

  5. vitocerullo ha detto:

    Oggi paghiamo tutti gli errori di una classe “non politica” ma affarista. Da nord a sud, dall’unità ad oggi i partiti-spa hanno gravissime colpe. Da Cavour a Giolitti, da Andreotti a D’Alema, da Bossi a Fini. Oggi chi fa “politica” con la P maiuscola, muore.

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